Arrivo a Phoenix
Era l'alba di un nuovo giorno in Francia. Tutto era silenzioso, l'unico suono che si sentiva era lo sciabordio delle onde del mare sulla spiaggia bianca. Il piccolo paesino francese sembrava un luogo fatato: si trovava in una conca nascosta dalle montagne e si affacciava direttamente sul mare. Le casette di legno, circondate da bellissimi giardini perfettamente curati, erano piccole ma accoglienti e trasmettevano pace e armonia. Gli abitanti dormivano ancora,tranne una ragazza. Seduta sulla spiaggia, i lunghi capelli neri mossi dal vento, Chanel fissava le onde con i meravigliosi occhi viola. Le sarebbe mancato moltissimo quel paese. Sospirando, si alzò e raggiunse di corsa la sua casa. Sua madre l'attendeva con le enormi valigie appoggiate a terra, uno sguardo triste in viso.
<mamma, devo proprio partire?>, chiese con immensa tristezza la ragazza.
<sì, Chanel. Devi continuare a studiare, e per poterti migliorare devi andare a Phoenix>
<va bene. >
<suvvia! Non essere triste! Fra qualche mese ci rivedremo! E poi non sarai sola: abiterai a casa di tua nonna Candice.>
<davvero?>, un barlume di felicità animò lo sguardo della ragazzina
<certo! Ha detto che è felicissima di poterti avere a casa sua! E poi ormai hai 16 anni, sai badare a te stessa!>, esclamò la donna. Chanel l'abbracciò, poi salì sul taxi che era arrivato nel frattempo, e quando l'autista ebbe terminato di caricare le valigie, partì. Rivolse un ultimo sguardo nostalgico al suo paese e una lacrima le rotolò lungo il suo bellissimo viso. Le sarebbe mancato tantissimo quel luogo che l'aveva vista nascere e crescere.
La villetta di sua nonna era una bellissima villetta color albicocca che si affacciava sul mare. Era circondata da alberi di pesco sempre in fiore e aveva un giardino molto grande e ben curato. Chanel, quando la vide, rimase incantata e si sentì meglio: almeno avrebbe vissuto in una casa da favola! Scese dal taxi, scaricò le valigie e pagò l'autista. Poi suonò il campanello.
Una donnina con candidi capelli raccolti in un elegante chignon e vispi occhi viola le aprì il cancello e le andò incontro sorridendo. Nonstante l'età, era ancora una donna bellissima.
<nonna!>, esclamò con gioia Chanel. Era da anni che non la vedeva!
<chanel! Che piacere averti con me! Mamma mia, come sei cresciuta! Sei diventata bellissima!>. Chanel arrossì e sorrise. La nonna aveva ragione: era diventata bellissima. Aveva un corpo da modella, molto snello e sinuoso, da far girare la testa; il viso, poi, era quello di un angelo: gli occhi a mandorla erano di un viola stupendo venato di blu e i capelli neri erano lisci e molto lunghi.
<l'unica cosa che non hai cambiato è il carattere. Sei sempre la solita ragazza dolce, gentile e timida, e ne sono molto contenta. Vedi di non cambiare mai!>, disse Candice con un sorriso.
<vieni, ti mostro la tua camera.>. Chanel prese le valigie e la seguì. La villa era molto bella anche all'interno: i muri erano di tonalità molto chiare e s'intonavano alla perfezione con i mobili di legno chiaro. La ragazza rimase incantata da tanto splendore!
Salirono una rampa di scale, poi svoltarono a destra. Sul corridoio si affacciavano molte porte, ognuna con una targhetta che ne indicava la funzione. Chanel lesse di sfuggita: “libreria”, “sala da ballo”, “sauna”.
Davanti all'ultima porta, la più grande, la donna si fermò e sorrise
<ecco, questa è la tua camera. Ti lascio sola ad ammirarla.> e così dicendo tornò indietro. Sospirando, Chanel aprì la porta e rimase sbalordita.
Un letto a baldacchino a due piazze occupava la parete opposta alla porta insieme a due graziosi comodini. Un'enorme finestra occupava quasi tutta la parete al fianco sinistro del letto ed illuminava la stanza. Alla parete opposta alla finestra c'era una sontuosa scrivania con ogni genere di utilità e, al fianco, una grande libreria e una porticina bianca. La ragazza spinse le valigie nella stanza e si guardò intorno. Alla finestra, due grandi tende di raso verde chiaro erano raccolte ai lati da un laccio dorato. Il letto aveva una tenda bianca raccolta ai lati da nastrini verdi e lenzuola bianche e verdi. Il pavimento era ricoperto da un parquet chiaro con un ampio tappeto verde intonato al resto dell'arredamento, tutto molto chiaro. A Chanel piacque moltissimo la stanza e, curiosa, aprì la porticina bianca. Si trovò davanti ad un immenso bagno color acqua marina con una grande vasca a idromassaggio vicino alla porta. Entusiasta, entrò nel bagno e notò che vi era un ampio armadietto che avrebbe dovuto riempire con i suoi trucchi e gioielli. Lanciò un urlo di contentezza e nella fretta di sistemarsi non notò la porta vicino al lavandino.
Per prima cosa sistemò tutti i suoi libri, i suoi trucchi e gioielli e i suoi oggetti preferiti, poi rimase con la valigia degli abiti ancora piena. Si guardò intorno: non c'era l'armadio?!
Poi si accorse che in bagno c'era una porticina e, curiosa, la aprì. Rimase estasiata: l'intera stanza non era altro che un immenso armadio che la nonna aveva provveduto a far riempire di abiti e accessori. Sorridendo, aprì un'anta e notò che gli abiti erano tutti del suo stile classico e romantico. Sempre più contenta, sistemò gli abiti contenuti nell valigia, poi scese a cena. Il giorno dopo sarebbe stato quello più difficile: l'entrata nella nuova scuola.